Centrale antifurto a parete accanto a una finestra con sensore magnetico applicato sul telaio
Illustrazione editoriale in stile flat-vector: in un soggiorno luminoso, una centrale antifurto bianca con icone geometriche non testuali e un piccolo sensore magnetico applicato al telaio della finestra mostrano come si compone un impianto di allarme domestico curato.

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Il 20/10/2026 il Censis ha pubblicato il 5° Rapporto dell'Osservatorio Censis-Verisure sulla sicurezza della casa, intitolato «Il perimetro della sicurezza domestica». Il dato centrale riguarda i furti in casa: oltre 20 milioni di persone, il 40,8% della popolazione, hanno subito almeno un furto o un tentativo nella propria abitazione, mentre circa 6,4 milioni hanno subito un atto di vandalismo. Il documento è stato presentato il 20/10/2026 ed è stato discusso anche con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno e con le associazioni della vigilanza privata. Non è un censimento dei reati denunciati, ma una misura di quante persone hanno vissuto l'esperienza: un punto di partenza utile per capire quanto il tema pesi nelle scelte di chi vive in casa e quali difese valgano davvero, prima di comprare un impianto o di cambiare la serratura.

Cosa dice il rapporto

La paura segue la statistica. Il 43,2% della popolazione mette il furto in casa al primo posto tra i reati che teme, davanti alle aggressioni (31,5%), al furto di dati online (19,5%) e alle rapine (14,2%); tra le donne, il 22,9% indica al primo posto la paura di subire una violenza sessuale. Il rapporto misura anche una domanda più larga di protezione: l'87,2% vuole sentirsi tutelato da qualunque evento negativo che può accadere tra le mura domestiche, compresi incidenti e malori. Il 42,0% teme di sentirsi male e di non essere soccorso, il 32,4% teme un incidente domestico e il 29,1% dichiara di limitarsi nelle attività dentro casa proprio per paura. Il contesto sociale aggiunge un elemento: quasi 10 milioni di persone vivono sole, e il 43,0% degli intervistati è in apprensione per un familiare che vive da solo.

Da dove entrano i ladri

Il confine tra dentro e fuori è la parte più interessante del rapporto. Il 67,4% di chi ha subito un furto o un tentativo dichiara che i ladri sono passati da spazi esterni come giardini, garage e balconi. Per il 53,2% della popolazione la sensazione di sicurezza comincia dalla strada in cui si abita, per il 29,4% dal portone o dal cancello. Di conseguenza il 92,1% ritiene importante rilevare un tentativo di intrusione con sensori perimetrali esterni collegati a telecamere, prima che il ladro riesca a entrare. Tradotto in pratica: la priorità non è il dispositivo più sofisticato, ma la chiusura dei punti di accesso secondari, che spesso restano i più trascurati. Il 58,5% considera affidabile un sistema di allarme che usa l'intelligenza artificiale solo a condizione che sia supervisionato da persone pronte a intervenire.

  • Porta d'ingresso: serratura funzionante, cilindro di sicurezza e porta blindata o rinforzata dove serve.
  • Finestre e portefinestre al piano terra: chiusure corrette e tapparelle che non si sollevano dall'esterno.
  • Balconi e garage: accessi laterali e portoni che restano aperti o non bloccati durante il giorno.
  • Luci e presenza: illuminazione esterna con sensore e luci programmate quando la casa è vuota.
  • Abitudini: niente chiavi sotto lo zerbino o nel vaso, e nessuna pubblicazione sui social prima di partire.
Presa smart inserita nella presa a muro con una lampada da tavolo accesa sul mobile dell'ingresso Illustrazione editoriale in stile flat-vector: una presa smart bianca è inserita nella presa a muro accanto a una lampada da tavolo accesa e a un portachiavi su un mobile in legno chiaro, in un ingresso di casa luminoso e ordinato.

Cosa serve davvero prima dell'antifurto

Prima di comprare un impianto conviene ragionare sull'ordine delle priorità. Le difese passive costano meno e funzionano sempre: una serratura adeguata, un cilindro aggiornato, una porta rinforzata e la chiusura corretta di finestre e balconi riducono la finestra di opportunità. Poi vengono i comportamenti: luci accese a orari credibili, chiavi mai lasciate fuori casa, vicini informati quando si parte. Solo dopo ha senso ragionare di rilevazione. Un timer o una presa smart Wi-FiLink affiliato per programmare una lampada è un modo semplice per simulare presenza senza interventi sull'impianto: la presa va usata entro la potenza massima indicata dal produttore, senza collegarvi elettrodomestici energivori. Per qualunque modifica all'impianto elettrico serve un professionista abilitato: la sicurezza non si costruisce sommando acquisti, ma partendo da ciò che già c'è in casa.

Telecamere e privacy: cosa si può fare

Le telecamere sono utili, ma non tutto è consentito. Il Garante per la protezione dei dati personali ricorda che non serve un'autorizzazione per installare un sistema di videosorveglianza: il titolare del trattamento deve però valutare liceità e proporzionalità dell'installazione e rispettare il principio di minimizzazione dei dati. Le persone devono essere informate con un cartello prima di entrare nella zona ripresa; le immagini vanno conservate solo per il tempo necessario e, in ambito condominiale, un termine congruo non supera i sette giorni. Chi installa una telecamera per fini personali deve limitare l'angolo visuale ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza, senza riprendere aree comuni o spazi pubblici: l'obiettivo è proteggere la propria casa, non sorvegliare quella degli altri. Anche il cartello con l'informativa è obbligatorio e va collocato prima dell'ingresso nell'area ripresa.

Quando chiamare un professionista

Dopo un tentativo di furto la prima urgenza è la serratura: un fabbro può verificare il cilindro e sostituirlo, mentre la scelta di una porta blindata o di un rinforzo va valutata con un serramentista. Se invece si vuole un impianto di allarme o una videosorveglianza, serve un installatore che progetti sensori e telecamere in base ai punti di accesso reali e che rilasci la documentazione dell'impianto. In condominio l'installazione su parti comuni richiede una delibera dell'assemblea, con la maggioranza prevista per le innovazioni. Per orientarsi nella scelta si possono leggere la guida su come scegliere un elettricista e quella sulla prevenzione degli incendi in casa, che copre l'altra metà della sicurezza domestica; utile anche il ripasso su come controllare un professionista prima di pagare.

Fonti e metodo

Due precisazioni di metodo aiutano a leggere i numeri senza equivoci. Il Rapporto Censis-Verisure è un'indagine demoscopica realizzata con un'azienda attiva negli impianti di sicurezza: i dati descrivono esperienze dichiarate e percezioni, non il numero dei reati denunciati alle forze dell'ordine, e vanno letti come una fotografia del vissuto. Le regole su telecamere, informativa e conservazione delle immagini arrivano invece dal Garante per la protezione dei dati personali e si applicano a chi installa un impianto, indipendentemente dal tipo di contratto. In questa pagina nessun dato sui furti è stato stimato, arrotondato o integrato con altre fonti: le cifre riportate sono quelle del comunicato del 20/10/2026, mentre le indicazioni pratiche derivano dalle regole pubblicate dal Garante. Chi vuole capire quanto un impianto sia adeguato alla propria abitazione può partire da una verifica dei punti di accesso e chiedere poi un sopralluogo.

Verifica editoriale

Fonti verificate

  1. Non solo furti: si allarga il perimetro della sicurezza domestica Censis - Centro Studi Investimenti Sociali

    Il comunicato del 20/10/2026 del 5° Rapporto Censis-Verisure riporta che il 40,8% della popolazione, oltre 20 milioni di persone, ha subito almeno un furto o un tentativo in casa, che il 67,4% di questi indica giardini, garage e balconi come via di accesso e che il 43,2% teme il furto in casa più di ogni altro reato.

  2. FAQ - Videosorveglianza Garante per la protezione dei dati personali

    Il Garante chiarisce che per installare un sistema di videosorveglianza non serve un'autorizzazione, che gli interessati vanno informati con un cartello, che in ambito condominiale è congruo un termine di conservazione non superiore a sette giorni e che le riprese private devono restare limitate ai soli spazi di esclusiva pertinenza.

Domande frequenti

Risposte rapide alle domande più comuni.

Quanto è diffuso il furto in casa secondo il rapporto Censis-Verisure?

Il 5° Rapporto dell'Osservatorio Censis-Verisure, pubblicato il 20/10/2026, stima che oltre 20 milioni di persone, il 40,8% della popolazione, abbiano subito almeno un furto o un tentativo nella propria abitazione; circa 6,4 milioni hanno subito almeno un atto di vandalismo. Sono esperienze dichiarate dagli intervistati, non il conteggio dei reati denunciati.

Da dove entrano i ladri quando riescono a entrare in casa?

Secondo il rapporto, il 67,4% di chi ha subito un furto o un tentativo riferisce che i ladri hanno usato spazi esterni come giardini, garage e balconi. Per questo la prima verifica riguarda gli accessi secondari: portoni, portefinestre al piano terra, balconi raggiungibili e garage comunicanti con l'abitazione.

Posso installare una telecamera che riprende il pianerottolo o il cortile condominiale?

Per fini personali l'angolo visuale deve restare limitato ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza, senza riprendere aree comuni o spazi pubblici. Per installare telecamere sulle parti comuni serve una delibera dell'assemblea condominiale e le riprese vanno segnalate con un cartello, conservando le immagini per il tempo necessario.

Serve un professionista per installare un impianto di allarme?

Se l'impianto va collegato alla rete elettrica o alla linea di comunicazione, il lavoro rientra tra gli interventi che richiedono un installatore abilitato, che deve rilasciare la documentazione dell'impianto. Un professionista serve anche per progettare la copertura dei sensori sui punti di accesso reali, evitando zone cieche e falsi allarmi.

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