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Legge caregiver familiari: cosa prevede il testo approvato alla Camera
Il 14/10/2026 la Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge sul caregiver familiare: 153 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti. Il testo prevede il riconoscimento formale del caregiver e tutele differenziate per i caregiver familiari, con un contributo economico dal 2027; ora passa all'esame del Senato.
Scritto da Redazione TrovaPro · Pubblicato il · 9 min di lettura
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La Camera dei deputati ha approvato il 14/10/2026, in prima lettura, il disegno di legge sul riconoscimento e la tutela del caregiver familiare: 153 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti (ANSA). Il testo, che ora passa all'esame del Senato, introduce per la prima volta una definizione giuridica unitaria del caregiver e un sistema di tutele differenziate per i caregiver familiari, con un contributo economico che decorre dal 2027. Si tratta del primo intervento organico sul tema: il provvedimento, composto di 18 articoli e quattro capi, arriva dopo anni di proposte di legge mai giunte all'approvazione finale. Non è ancora una legge in vigore: servono il via libera definitivo del Parlamento e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Ecco cosa prevede il testo approvato, chi coinvolge e cosa è utile preparare fin da ora.
Chi è il caregiver familiare secondo il testo approvato
Il cuore del provvedimento è una definizione giuridica unitaria del caregiver familiare: la persona maggiorenne che assiste e si prende cura del figlio o di un altro parente entro il secondo grado, del coniuge o dell'altra parte dell'unione civile, del convivente di fatto, di un affine entro il secondo grado oppure, nei soli casi di disabilità grave, di un parente entro il terzo grado. La persona assistita deve trovarsi in una delle condizioni indicate dal testo: disabilità grave, titolarità dell'indennità di accompagnamento oppure non autosufficienza certificata secondo i decreti legislativi del 2024. Per ciascuna persona assistita possono essere individuati più caregiver familiari, purché conviventi; entrambi i genitori sono caregiver del figlio anche se non conviventi. Secondo una stima dell'Istat ripresa dall'Issalute dell'Istituto Superiore di Sanità, sono circa 3,5 milioni le persone che si prendono cura di familiari disabili, malati o anziani non autosufficienti. Il testo distingue poi quattro profili in funzione dell'impegno di cura, che pesano sulle tutele e sui sostegni previsti.
- Caregiver familiare prevalente: carico di assistenza pari o superiore a 91 ore settimanali, convivenza con una persona in condizione di non autosufficienza.
- Caregiver familiare convivente: carico di assistenza tra 30 e 91 ore settimanali.
- Caregiver familiare non convivente: carico di assistenza pari o superiore a 30 ore settimanali.
- Caregiver con impegno ridotto: carico di assistenza tra 10 e 30 ore settimanali, convivente o non convivente.
Contributo caregiver: requisiti, importi e decorrenza
La misura più attesa è il contributo economico. A decorrere dal 2027 è previsto un contributo mensile, erogato con cadenza trimestrale posticipata, per il caregiver familiare che rientra nel profilo prevalente: almeno 91 ore settimanali di assistenza, convivenza con una persona non autosufficiente e registrazione nella piattaforma INPS dedicata. I requisiti economici sono stringenti: non svolgere attività lavorativa oppure percepire un reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro lordi annui, con un ISEE non superiore a 25.000 euro. Il contributo è riconosciuto per ciascun assistito, fino a un massimo di due; se entrambi i genitori sono caregiver dello stesso figlio, l'importo è unico e diviso in parti uguali. L'importo viene determinato trimestralmente con decreto del Capo del Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, nel limite pro capite massimo di 1.200 euro per trimestre: fino a 400 euro al mese. Il contributo non concorre alla formazione del reddito né al calcolo della componente reddituale dell'ISEE.
Le altre tutele previste dal provvedimento
Il testo non si limita al contributo. Il caregiver viene coinvolto nei percorsi di cura: partecipa alla valutazione dei bisogni e alla pianificazione degli interventi, e il suo carico assistenziale entra nel progetto di vita o nel PAI della persona assistita. L'esperienza maturata diventa una competenza certificabile, spendibile per il reinserimento lavorativo e come credito formativo per la qualifica di operatore socio-sanitario. Sul fronte del lavoro, chi assiste un familiare può chiedere la modifica dell'orario o delle modalità della prestazione, il lavoro agile ove compatibile e la priorità nella trasformazione a tempo parziale, con diritto al rientro a tempo pieno. Sono previste tutele antidiscriminatorie, flessibilità per chi svolge il servizio civile, l'esonero parziale o totale delle tasse universitarie per gli studenti caregiver con almeno 30 ore settimanali di assistenza e sostegni per il benessere psicofisico, compresa la sostituzione in caso di emergenza entro 24 ore.
Cosa fare fin d'ora
In attesa dell'iter definitivo, qualche passo concreto è già possibile. Primo: documentare il carico di assistenza, annotando ore e attività di cura settimanali, perché sarà la base dell'attestazione nel progetto di vita o nel PAI. Secondo: verificare con INPS o CAF la propria situazione reddituale e ISEE, così da capire in anticipo se si rientra nei requisiti. Terzo: ridurre i rischi quotidiani della persona assistita, per esempio prevenendo scivolate e cadute in bagno, dove un tappetino antiscivolo con ventoseLink affiliato è la misura più semplice ed efficace. Quarto: se serve supporto professionale, valutare come scegliere una badante o un assistente familiare tra costi, contratto e referenze. Quinto: per gli adattamenti della casa conviene confrontare più preventivi scritti prima di decidere.
Prossimi passi e tempi
Cosa succede adesso? Il testo approvato dalla Camera passa al Senato per la seconda lettura: solo dopo l'approvazione definitiva e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale la legge entrerà in vigore, il giorno successivo alla pubblicazione. Il cronoprogramma indicato dal testo prevede la piattaforma INPS per il riconoscimento formale entro il 2 gennaio 2027 e il contributo a decorrere dal 2027, con oneri quantificati in 1,15 milioni di euro per il 2026, 257 milioni per il 2027 e 260 milioni di euro annui a decorrere dal 2028. Fino a quel momento resta tutto come prima: continuano ad applicarsi le misure già in vigore per chi assiste un familiare, dall'indennità di accompagnamento ai permessi e congedi previsti dalla legge 104. Seguire il percorso della legge sui canali istituzionali è il modo più sicuro per non farsi trovare impreparati quando il contributo diventerà operativo.
Verifica editoriale
Fonti verificate
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Camera dei deputati — Scheda del progetto di legge C. 2789 «Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari»
Camera dei deputati
Iter, testi e documentazione ufficiale del disegno di legge C. 2789 e delle proposte abbinate sul riconoscimento e la tutela del caregiver familiare.
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Camera dei deputati — Resoconto della seduta n. 727 del 14 ottobre 2026
Camera dei deputati
Nella seduta del 14 ottobre 2026 la Camera ha approvato il disegno di legge n. 2789-A sul caregiver familiare: votazione finale con 153 favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti.
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ISSalute (Istituto Superiore di Sanità) — Caregiver familiari: assistenza e effetti sulla salute
Istituto Superiore di Sanità (ISSalute)
Definizione del caregiver familiare, attività di cura svolte e stima Istat di circa 3,5 milioni di caregiver in Italia ripresa dall'ISS.
Domande frequenti
Risposte rapide alle domande più comuni.
Da quando arriverà il contributo per il caregiver familiare?
Il testo prevede che il contributo sia riconosciuto a decorrere dal 2027, con erogazione trimestrale posticipata, e che la piattaforma INPS per il riconoscimento formale sia disponibile entro il 2 gennaio 2027. Prima servono però l'approvazione definitiva del Senato e la pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale: fino a quel momento la misura non è operativa e non è possibile presentare domanda.
Chi potrà ricevere il contributo?
Il contributo è destinato al caregiver familiare che rientra nel profilo prevalente: almeno 91 ore settimanali di assistenza, convivenza con una persona in condizione di non autosufficienza e registrazione nella piattaforma INPS. Servono inoltre un reddito da lavoro non superiore a 3.000 euro lordi annui (o nessuna attività lavorativa) e un ISEE non superiore a 25.000 euro. Il sostegno è riconosciuto per ciascun assistito, fino a un massimo di due.
Quanto vale il contributo e come viene pagato?
L'importo è determinato trimestralmente con decreto del Capo del Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, entro un limite massimo di 1.200 euro per trimestre, cioè fino a 400 euro al mese. Il pagamento avviene con cadenza trimestrale posticipata e il contributo non concorre alla formazione del reddito né al calcolo della componente reddituale dell'ISEE; per gli ISEE superiori a 15.000 euro l'importo si riduce progressivamente fino al limite dei 25.000 euro.
La legge è già in vigore? Si può già fare domanda?
No. Il testo è stato approvato solo in prima lettura dalla Camera dei deputati il 14 ottobre 2026 e deve ancora superare l'esame del Senato. La legge entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; solo allora la piattaforma INPS e il contributo diventeranno operativi secondo il calendario previsto. Diffida di chi promette il bonus o chiede soldi per attivarlo: nessuna domanda è aperta.
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