Tecnico manutentore antincendio in divisa blu controlla un estintore a muro in un atrio condominiale luminoso
Illustrazione editoriale TrovaPro in stile semi-flat con i colori del brand: un tecnico manutentore antincendio in divisa blu navy con inserti arancioni ispeziona un estintore rosso montato a parete in un atrio condominiale luminoso, con guanti da lavoro e calzature di sicurezza; accanto un carrello di servizio con un secondo estintore e un panno piegato, e un rilevatore di fumo a soffitto. Nessun testo, logo o watermark.

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Il decreto firmato il 22 settembre 2026 dal Ministro dell'Interno e dal Ministro del Lavoro, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 settembre 2026 (Serie Generale n. 222 del 24/09/2026), introduce le disposizioni transitorie per la qualificazione dei tecnici manutentori antincendio previste dal D.M. 1° settembre 2021. Da oggi, 25 settembre 2026, chi esegue manutenzione e controlli su impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio deve essere un tecnico manutentore qualificato. Il provvedimento, illustrato il 23 settembre al Viminale dal sottosegretario all'Interno Emanuele Prisco con le associazioni di categoria, evita il rischio di un blocco improvviso delle attività: chi ha presentato regolare istanza per la valutazione dei requisiti entro il 25 settembre 2026 può continuare a svolgere gli interventi di manutenzione e i controlli fino alla conclusione della valutazione e, comunque, non oltre il 31 marzo 2027. La disciplina transitoria riguarda soltanto chi ha già avviato il percorso di qualificazione: per chi non ha presentato istanza, le attività previste dal decreto possono essere svolte esclusivamente da tecnici in possesso dell'attestato di qualificazione.

Cosa cambia dal 25 settembre 2026

Le disposizioni sulla qualificazione dei tecnici manutentori, previste all'articolo 4 del decreto del 1° settembre 2021, erano state rinviate più volte nel tempo: l'ultima proroga, firmata il 15 luglio 2025, aveva fissato l'entrata in vigore proprio al 25 settembre 2026. Da questa data gli interventi di manutenzione e i controlli sui presidi antincendio devono essere eseguiti da tecnici qualificati, formati e valutati secondo le modalità dell'Allegato II del decreto. I presidi interessati sono quelli previsti dalla normativa: estintori portatili e carrellati, reti idranti, porte resistenti al fuoco, sistemi automatici a sprinkler, impianti di rilevazione e allarme incendio, sistemi di allarme vocale per la gestione delle emergenze, impianti di spegnimento a estinguente gassoso, sistemi di evacuazione di fumo e calore e gli altri sistemi elencati dal provvedimento. La qualifica è riferita a ciascuna tipologia di presidio e vale su tutto il territorio nazionale.

  • Chi esegue gli interventi: solo tecnici manutentori qualificati ai sensi del D.M. 1° settembre 2021, con qualifica specifica per il presidio su cui intervengono, per esempio estintori, porte tagliafuoco o sistemi di rilevazione incendi.
  • Chi ha già presentato domanda: chi ha depositato regolare istanza per la valutazione dei requisiti entro il 25 settembre 2026 continua a operare fino alla conclusione della valutazione e comunque non oltre il 31 marzo 2027.
  • Come si ottiene la qualifica: percorso di formazione e superamento dell'esame davanti a una commissione del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco; l'attestato è valido su tutto il territorio nazionale.
  • Cosa resta obbligatorio: i controlli periodici dei presidi con le periodicità previste dalle norme; cambia chi può eseguirli e come vengono documentati nel registro.
Estintore rosso su staffa a parete con cartellino e rilevatore di fumo a soffitto in un corridoio domestico luminoso Illustrazione editoriale TrovaPro in stile semi-flat con i colori del brand: un estintore rosso montato su staffa a parete con il cartellino di controllo, un rilevatore di fumo bianco a soffitto e una consolle in legno con pianta in un corridoio domestico luminoso. La scena rappresenta la sicurezza antincendio in casa. Nessun testo, logo o watermark.

Chi è interessato: imprese, condomini e professionisti

Per chi gestisce un'attività, un edificio o un condominio il cambiamento riguarda soprattutto la scelta dei fornitori: la manutenzione dei presidi antincendio va affidata a imprese che utilizzano tecnici in regola, e in caso di appalto conviene verificare l'organizzazione del lavoro e le qualifiche del personale impiegato. I controlli periodici su estintori, idranti e porte tagliafuoco fanno la differenza nei primi minuti di un principio di incendio, come nel caso di un incendio in cantina che si propaga ai locali vicini: un presidio efficiente può limitare i danni e proteggere le persone. Per i professionisti del settore la nuova disciplina non cambia gli obblighi di controllo e manutenzione già previsti, ma definisce in modo stabile chi può eseguirli: chi ha completato il percorso di qualificazione opera per i presidi per cui è abilitato, mentre chi ha presentato istanza entro la scadenza mantiene la continuità operativa fino alla conclusione della procedura.

Come verificare la qualifica di un tecnico

Prima di affidare un incarico o rinnovare un contratto di manutenzione si può chiedere evidenza del titolo: l'attestato di tecnico manutentore qualificato, rilasciato dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco dopo la valutazione positiva, oppure la documentazione della regolare istanza presentata entro il 25 settembre 2026, per chi opera nel periodo transitorio. La qualifica è specifica per tipologia di presidio: un tecnico abilitato sugli estintori non è automaticamente abilitato sulle porte tagliafuoco o sui sistemi di rilevazione. Il processo di qualificazione è gestito tramite il portale informatico del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, che pubblica anche l'elenco dei tecnici qualificati; le indicazioni operative per le istanze entro il 25 settembre 2026 arrivano dalla circolare del 24 settembre 2026 e dai chiarimenti pubblicati sul sito istituzionale dei Vigili del fuoco.

  • Se hai un contratto di manutenzione, chiedi l'elenco dei tecnici incaricati e l'evidenza della qualifica o della regolare istanza presentata entro il 25 settembre 2026.
  • Se gestisci un'attività o un condominio, verifica le scadenze dei controlli periodici dei presidi e pianificali con un'impresa qualificata.
  • Controlla che il registro dei controlli sia aggiornato, con l'indicazione degli interventi eseguiti e delle relative date.
  • Se il contratto è in scadenza, valuta il fornitore anche in base alle qualifiche dichiarate e alla capacità di documentarle.

Sicurezza di casa: cosa può fare il cittadino

La qualifica obbligatoria riguarda i presidi antincendio di impianti, edifici e attività; in casa le precauzioni di base restano un'abitudine utile, dalla prevenzione degli incendi in casa ai controlli periodici sull'impianto elettrico. Oltre a far verificare quanto presente nell'edificio, una scelta semplice è tenere in casa un estintore domestico compattoLink affiliato in un punto facilmente raggiungibile: serve solo sui principi di incendio, con la via di fuga libera, e non sostituisce mai la chiamata ai soccorsi. Se in famiglia si vuole alzare il livello di attenzione si può valutare anche un rilevatore di fumo autonomo da installare nei corridoi e vicino alle camere da letto. Molti incendi domestici nascono poi da guasti elettrici: prese che si surriscaldano, spine allentate e cavi danneggiati vanno fatti controllare prima che il problema peggiori.

Quando chiamare un professionista

Se in un condominio o in un'attività il registro dei controlli non è aggiornato, se un presidio risulta danneggiato o se il contratto di manutenzione è scaduto, conviene rivolgersi a un'impresa qualificata e programmare gli interventi con anticipo, senza aspettare l'emergenza. Le verifiche su impianti elettrici, rilevazione fumi e sistemi di spegnimento richiedono competenze specifiche: la valutazione di cosa serve, l'installazione e la manutenzione vanno affidate a tecnici abilitati, evitando interventi fai-da-te sui dispositivi di sicurezza. Anche in casa i segnali da non ignorare non mancano: se noti prese che scaldano troppo, odore di bruciato o un corto circuito in casa, è il momento di far verificare l'impianto da un elettricista prima di pensare a qualsiasi altro intervento.

Verifica editoriale

Fonti verificate

  1. Decreto 22 settembre 2026 — Modifiche al decreto 1° settembre 2021 (26A05078), GU Serie Generale n. 222 del 24-09-2026 Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana

    Il decreto del Ministero dell'Interno e del Ministero del Lavoro del 22 settembre 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 222 del 24-09-2026, reca modifiche al decreto 1° settembre 2021 in materia di criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio, con le disposizioni transitorie per la qualificazione dei tecnici manutentori.

  2. Il sottosegretario Prisco incontra le associazioni di categoria dei Tecnici manutentori antincendio in vista della piena operatività del sistema di qualificazione Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco — Ministero dell'Interno

    Il comunicato del 24 settembre 2026 informa che il decreto del Ministro dell'Interno e del Ministro del Lavoro con le disposizioni transitorie per la qualificazione dei tecnici manutentori antincendio è in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e che, dal 25 settembre 2026, i soggetti che entro tale data hanno presentato regolare istanza per la valutazione dei requisiti possono continuare a svolgere manutenzione e controlli fino alla conclusione della valutazione e comunque non oltre il 31

  3. D.M. 1 settembre 2021 e ss.mm.ii. (Decreto controlli) Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco — Ministero dell'Interno

    La pagina istituzionale ricostruisce il Decreto Controlli: stabilisce i criteri generali per il controllo e la manutenzione degli impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio e le procedure per qualificare i tecnici manutentori (Allegato II); l'articolo 4 sulla qualificazione entra in vigore dal 25 settembre 2026 e la pagina pubblica la circolare del 24 settembre 2026 con le indicazioni operative per la presentazione delle istanze entro il 25 settembre 2026.

  4. Ministero dell'interno, Decreto 22 settembre 2026 — Modifiche al decreto 1° settembre 2021 Università degli Studi di Urbino Carlo Bo — Osservatorio Olympus

    Riproduce il testo del decreto 22 settembre 2026 (G.U. 24 settembre 2026, n. 222): l'articolo 6-bis sulle disposizioni transitorie prevede che, dal 25 settembre 2026, i soggetti che entro tale data hanno presentato regolare istanza per la valutazione dei requisiti possano continuare a eseguire gli interventi di manutenzione e i controlli sugli impianti, attrezzature e sistemi di sicurezza antincendio rientranti nelle tipologie oggetto dell'istanza, fino alla conclusione della valutazione e comun

Domande frequenti

Risposte rapide alle domande più comuni.

Chi deve possedere la qualifica di tecnico manutentore antincendio?

La qualifica riguarda chi esegue concretamente gli interventi di manutenzione e controllo su impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio: estintori, reti idranti, porte resistenti al fuoco, sistemi di rilevazione e allarme, spegnimento e sistemi di evacuazione di fumo e calore. Dal 25 settembre 2026 queste attività possono essere svolte solo da tecnici qualificati ai sensi del D.M. 1° settembre 2021, con qualifica specifica per il presidio su cui si interviene. L'attestato si ottiene dopo un percorso di formazione e il superamento dell'esame davanti alla commissione dei Vigili del fuoco; la qualifica è valida su tutto il territorio nazionale.

Cosa può fare chi non ha presentato l'istanza entro il 25 settembre 2026?

La disciplina transitoria protegge soltanto i soggetti che entro il 25 settembre 2026 hanno presentato regolare istanza per la valutazione dei requisiti: per loro l'attività può proseguire fino alla conclusione della valutazione e comunque non oltre il 31 marzo 2027. Chi non ha presentato istanza e non possiede ancora la qualifica non può eseguire gli interventi previsti dal decreto: per operare deve completare il percorso di qualificazione previsto dal D.M. 1° settembre 2021, con la formazione e l'esame davanti alla commissione dei Vigili del fuoco.

Come si verifica che un tecnico sia qualificato?

Si può chiedere all'impresa l'evidenza del titolo: l'attestato di tecnico manutentore qualificato rilasciato dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, oppure la documentazione della regolare istanza presentata entro il 25 settembre 2026 per chi lavora nel periodo transitorio. La qualifica è specifica per tipologia di presidio, quindi va verificata in relazione ai sistemi su cui il tecnico deve intervenire. Il portale informatico del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco gestisce il processo di qualificazione e pubblica l'elenco dei tecnici qualificati.

La disciplina riguarda anche i privati che vivono in condominio?

Le disposizioni sulla qualificazione riguardano le attività di manutenzione e controllo dei presidi antincendio, tipicamente presenti in edifici, attività e condomini soggetti alla normativa di prevenzione incendi. Per chi vive in condominio l'effetto pratico è nella scelta del fornitore: amministratori e condomini possono chiedere che gli interventi su estintori, idranti e porte tagliafuoco siano eseguiti da tecnici in regola e che il registro dei controlli sia aggiornato. In casa restano valide le precauzioni di base, dalla manutenzione dell'impianto elettrico alla presenza di un estintore domestico.

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