Tecnico manutentore antincendio in divisa blu controlla un estintore a muro in un atrio condominiale luminoso
Illustrazione editoriale TrovaPro in stile semi-flat con i colori del brand: un tecnico manutentore antincendio in divisa blu navy con inserti arancioni ispeziona un estintore rosso montato a parete in un atrio condominiale luminoso, con guanti da lavoro e calzature di sicurezza; accanto un carrello di servizio con un secondo estintore e un panno piegato, e un rilevatore di fumo a soffitto. Nessun testo, logo o watermark.

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L'11/10/2026 si è celebrata la 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro: secondo i dati diffusi dall'Anmil, da gennaio a oggi sono oltre 700 le persone morte sul lavoro. Nella stessa giornata il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato ai familiari delle vittime un messaggio in cui ha ricordato che la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro «trova il suo fondamento nei principi della Costituzione» e ha chiesto di intervenire sui rischi prima che diventino incidenti. I numeri raccontano una realtà che non riguarda solo i grandi cantieri o le fabbriche: molti incidenti avvengono in attività piccole e diffuse, compresi i lavori che ogni giorno si svolgono dentro le case. Ecco cosa dicono i dati e cosa si può fare concretamente, sia da chi esegue i lavori sia da chi li affida.

Cosa dicono i numeri

La Relazione annuale Inail presentata a settembre alla Camera dei deputati fotografa il 2025: le denunce di infortunio complessive sono state circa 600.000, in aumento dell'1,2% rispetto all'anno precedente, e i casi mortali denunciati sono stati 1.198, in calo del 3,3% rispetto ai 1.239 del 2024. Il presidente dell'Inail, Fabrizio D'Ascenzo, ha commentato che il numero dei morti sul lavoro cala ma «non ci si può accontentare», perché il fenomeno resta troppo elevato. Il quadro del 2026, però, invita a non abbassare la guardia: nel comunicato di ottobre con i dati di agosto, l'Inail segnala che nei primi otto mesi dell'anno i decessi denunciati in occasione di lavoro sono aumentati del 2,0% rispetto allo stesso periodo del 2025, con le malattie professionali denunciate in crescita del 16,3%. Ai numeri delle statistiche ufficiali si affiancano quelli diffusi dalle associazioni: per l'Anmil, che da decenni assiste le famiglie delle vittime, i morti sul lavoro da gennaio sono già oltre 700, poco meno di 75.000 le malattie professionali e circa 405.000 le denunce di infortunio. Numeri diversi tra loro per criteri e fonti, ma convergenti su un punto: la sicurezza è ancora un'emergenza quotidiana, e la prevenzione resta la misura più efficace.

  • L'Anmil segnala oltre 700 decessi sul lavoro da gennaio a ottobre 2026, con circa 405.000 denunce di infortunio e poco meno di 75.000 malattie professionali.
  • L'Inail ha registrato nel 2025 1.198 casi mortali denunciati, in calo del 3,3% rispetto ai 1.239 del 2024.
  • Nei primi otto mesi del 2026 i decessi denunciati in occasione di lavoro sono cresciuti del 2,0% rispetto allo stesso periodo del 2025.
  • Le malattie professionali denunciate sono aumentate del 16,3%: i danni da lavoro spesso emergono dopo anni, non solo con l'incidente.
  • La prevenzione è la leva principale: valutazione dei rischi, dispositivi di protezione, formazione e attrezzature idonee riducono gli incidenti.
Tecnico che verifica il quadro elettrico di casa con la proprietaria accanto Illustrazione editoriale TrovaPro in stile semi-flat: un tecnico con guanti isolanti e calzature antinfortunistiche controlla il quadro elettrico di una casa moderna mentre la proprietaria assiste a distanza di sicurezza; introduce in modo prudente la verifica dell’impianto e dei consumi nel contesto dell’aumento della bolletta elettrica.

Perché riguarda anche chi fa lavori in casa

Perché un articolo sulla sicurezza sul lavoro parla di case? Perché una parte importante degli interventi avviene proprio lì: manutenzioni, riparazioni, tinteggiature, piccoli lavori edili e impiantistici eseguiti da artigiani e professionisti, spesso da soli, in spazi angusti e con scale, attrezzi elettrici e impianti da maneggiare. Il decreto legislativo 81/2008, il Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che l'Ispettorato Nazionale del Lavoro pubblica in edizione aggiornata a ottobre 2026, si applica a tutti i luoghi di lavoro, compresi gli ambienti domestici in cui si svolge un'attività lavorativa. Non serve essere un grande cantiere perché i rischi si materializzino: una scala appoggiata male, un cavo danneggiato, un utensile usurato o una giornata di fretta sono le condizioni in cui avvengono molti incidenti. Prevenire significa riconoscere questi scenari prima di iniziare, non dopo.

Cosa fare prima di iniziare

Chi esegue un lavoro, anche piccolo, ha un obbligo preciso: valutare i rischi prima di iniziare e adottare le misure necessarie. In pratica significa guardare l'ambiente con occhi nuovi — dove sono le prese, se il gas è chiuso, se il pavimento è scivoloso, se l'accesso è stabile — e preparare gli strumenti giusti. I dispositivi di protezione individuale sono l'ultima linea di difesa ma non vanno mai trascurati: guanti da lavoro per le mani, occhiali quando si taglia o si fora, calzature antinfortunistiche con suola aderente, mascherina quando si producono polveri. Per lavori su scale o in quota servono attrezzature adeguate e, sopra i due metri, le protezioni previste; per la parte elettrica e il gas valgono le regole di abilitazione e le verifiche periodiche degli impianti, e anche una catena di prolunghe e ciabatte in ordine riduce i rischi elettrici più comuni. E se un lavoro richiede competenze che non si hanno, la scelta giusta è fermarsi prima, non improvvisare: è in quel momento che si evitano gli incidenti.

Come mettere in sicurezza un intervento in casa

  1. Fai un sopralluogo prima di iniziare — Guarda l'ambiente con calma: accessi, scale, prese, gas, spazi stretti. Annota cosa serve in termini di attrezzature e protezioni, così nulla viene improvvisato il giorno stesso dei lavori.
  2. Prepara le protezioni prima di toccare gli attrezzi — Guanti, occhiali, calzature antinfortunistiche e mascherina vanno indossati prima, non dopo il primo infortunio. Tieni teli protettivi e appoggia gli attrezzi in modo ordinato, lontano dai bordi.
  3. Definisci chi fa cosa — Stabilite con chiarezza ruoli e confini dell'intervento: chi usa gli attrezzi pericolosi, chi coordina, chi resta a distanza. Mai lavorare da soli in situazioni che possono diventare critiche, come le altezze.
  4. Chiudi i lavori con un controllo — A fine lavoro verifica che impianti e attrezzature siano ripristinati e che non restino pericoli nascosti: scale riposte, utensili scollegati, materiali raccolti e smaltiti correttamente.
  • Chi esegue il lavoro conosce i rischi dell'ambiente e ha gli strumenti e i dispositivi adatti.
  • Scale, trapani e utensili elettrici sono integri, stabili e usati da una sola persona alla volta.
  • I lavori su impianti elettrici e a gas sono affidati a professionisti abilitati.
  • L'area di lavoro è libera da ingombri, con luci sufficienti e pavimenti asciutti.
  • Bambini, anziani e animali domestici sono tenuti a distanza di sicurezza.
  • Sai cosa fare in caso di emergenza e hai a portata di mano il numero 118.

Come scegliere chi lavora in casa

Anche chi affida un lavoro ha un ruolo. Scegliere professionisti qualificati e in regola non è una formalità: un artigiano formato, attrezzato e assicurato lavora in sicurezza e risponde dei propri obblighi. Prima di iniziare conviene condividere le informazioni utili: dove sono gli impianti, cosa c'è dietro una parete, quali sono gli orari e le presenze (bambini, animali, anziani) e come si accede ai locali. Se i lavoretti li fai tu, va benissimo per le attività alla tua portata — montare un ripiano, tinteggiare una stanza, sostituire una guarnizione — ma per scale, tetti, elettricità, gas e demolizioni il fai-da-te diventa il primo fattore di rischio. Per orientarti nella scelta trovi le verifiche utili nella guida su come trovare professionisti per i lavori in casa, mentre cosa controllare prima di pagare un professionista ti aiuta a evitare le truffe. E per le mani, che nei piccoli lavori sono sempre esposte, un paio di guanti da lavoroLink affiliato è un investimento minimo che riduce tagli e abrasioni.

La Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro esiste proprio per ricordare che dietro ogni statistica ci sono persone. La parte più difficile del messaggio di Mattarella è anche la più semplice: intervenire sui rischi prima che diventino incidenti. Nelle case questo si traduce in scelte quotidiane: professionisti preparati, protezioni indossate, attrezzature curate, tempi realistici e la capacità di dire "questo non è alla mia portata". Non serve trasformare ogni lavoretto in un cantiere, ma serve smettere di considerare la sicurezza un dettaglio per pochi addetti ai lavori: la prevenzione è una competenza domestica, come saper chiudere il gas o staccare la corrente prima di mettere le mani dove non si conosce. Se hai un lavoro da programmare — una riparazione, un pezzo di impianto, una manutenzione — su TrovaPro puoi descriverlo e ricevere proposte da professionisti della tua zona, con preventivi scritti da confrontare: il confronto è gratuito e la scelta resta tua.

Verifica editoriale

Fonti verificate

  1. Salute e sicurezza sul lavoro, la Relazione annuale Inail 2025 presentata alla Camera dei deputati INAIL — Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro

    Il comunicato Inail di settembre 2026 riporta che nel 2025 i casi mortali denunciati sul lavoro sono stati 1.198, in calo del 3,3% rispetto ai 1.239 del 2024, con circa 600.000 denunce di infortunio complessive.

  2. Denunce di infortuni e malattie professionali, i dati Inail di agosto INAIL — Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro

    Il comunicato di ottobre 2026 sui dati di agosto 2026 segnala che nei primi otto mesi dell'anno i decessi denunciati in occasione di lavoro sono aumentati del 2,0% rispetto allo stesso periodo del 2025 e le malattie professionali denunciate del 16,3%.

  3. Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL)

    L'INL rende disponibile il Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81) in edizione aggiornata a ottobre 2026: è il riferimento normativo per gli obblighi di prevenzione e valutazione dei rischi.

Domande frequenti

Risposte rapide alle domande più comuni.

Quanti sono i morti sul lavoro nel 2026?

L'Anmil, in occasione della 76ª Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro dell'11 ottobre 2026, ha segnalato oltre 700 decessi da gennaio. Per confronto, l'Inail ha registrato 1.198 casi mortali denunciati nell'intero 2025, in calo del 3,3% sul 2024, e nei primi otto mesi del 2026 i decessi denunciati in occasione di lavoro sono aumentati del 2,0% rispetto all'anno precedente.

Cosa si può fare per ridurre i rischi nei lavori di casa?

Prima di iniziare: valutare l'ambiente, preparare gli strumenti e i dispositivi di protezione adatti, evitare di lavorare da soli nelle situazioni critiche. Per interventi che richiedono scale, altezze, impianti elettrici o gas servono professionisti qualificati e abilitati: riconoscere i propri limiti e fermarsi in tempo è la misura di sicurezza più importante.

Quali dispositivi di protezione servono per i piccoli lavori domestici?

Per i lavori più comuni: guanti da lavoro per proteggere le mani, occhiali di protezione quando si taglia, fora o si usano prodotti che schizzano, calzature con suola aderente e antinfortunistica, mascherina quando si producono polveri. Per attività su scale o in quota servono attrezzature adeguate e, sopra i due metri, le protezioni previste.

Chi è responsabile della sicurezza quando si affidano lavori in casa?

La sicurezza ricade innanzitutto su chi esegue il lavoro, che deve rispettare gli obblighi di prevenzione previsti dal Testo Unico (decreto legislativo 81/2008): valutazione dei rischi, formazione, dispositivi di protezione. Per i lavori che configurano un cantiere edile esistono compiti anche in capo al committente, per esempio nella scelta di imprese in regola. In caso di dubbi su un intervento specifico è utile consultare un consulente o un tecnico abilitato.

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