Professionisti e preventivi
Cedolare secca sugli affitti concordati: dal 2027 aliquota al 5%
Il disegno di legge di bilancio 2027 prevede la cedolare secca al 5% sui contratti a canone concordato e all'1% per gli inquilini con meno di 35 anni, con estensione del regime agli immobili commerciali. Le nuove aliquote si applicherebbero dal 2027, ma il testo deve ancora essere approvato dal Parlamento: fino al 31/12/2026 restano le regole attuali. Ecco cosa cambia per proprietari e inquilini e cosa verificare prima di firmare un contratto.
Scritto da Redazione TrovaPro · Pubblicato il · 8 min di lettura
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Il disegno di legge di bilancio 2027 riduce la cedolare secca sugli affitti a canone concordato: l'aliquota scende dal 10% al 5% e arriva all'1% quando l'inquilino ha meno di 35 anni. La misura è indicata nel comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 195, diffuso il 28/10/2026 al termine della riunione a Palazzo Chigi, ed è stata ripresa dagli organi di stampa il 29/10/2026. Prima di contarci, però, serve un'avvertenza: il disegno di legge deve ancora essere approvato dalle Camere e il testo può cambiare. La cedolare secca, inoltre, è un regime facoltativo: chi la sceglie paga un'imposta sostitutiva al posto dell'Irpef e delle addizionali, rinunciando agli aggiornamenti del canone durante il contratto.
Cosa cambia con la manovra
Il comunicato di Palazzo Chigi riassume la novità in poche righe: per gli affitti a canone concordato l'aliquota della cedolare secca scende dal 10% al 5%, e all'1% per i contratti con conduttori fino a 35 anni; la cedolare secca viene inoltre estesa agli immobili commerciali. Il testo definitivo del disegno di legge non è ancora pubblico, quindi aliquote, requisiti e decorrenza per i locali commerciali restano provvisori. La manovra vale circa 26 miliardi di euro nel 2027 e 27 nel 2028 e, come ogni legge di bilancio, dovrà essere approvata entro il 31 dicembre: durante l'esame parlamentare le misure possono essere modificate, sostituite o eliminate. Per questo conviene leggere la riduzione come un'anticipazione utile a capire la direzione, non ancora sufficiente per decidere un contratto.
- Contratti a canone concordato: aliquota dal 10% al 5% sui canoni incassati dal proprietario.
- Contratti a canone concordato con conduttori fino a 35 anni: aliquota all'1%.
- Immobili commerciali: estensione della cedolare secca, con aliquote e requisiti da definire nel testo.
- Decorrenza: dal 2027, dopo l'approvazione della legge di bilancio da parte del Parlamento.
Cosa cambia per chi affitta
Per il proprietario che ha un contratto a canone concordato il vantaggio è diretto: su un canone annuo di 10.000 euro l'imposta scende da 1.000 euro (10%) a 500 euro (5%), e a 100 euro se l'inquilino ha meno di 35 anni e si applica l'1%. Sono esempi aritmetici, non simulazioni personalizzate: l'imposta effettiva dipende dal canone, dal contratto e dal testo che sarà approvato. Restano le regole di sempre: il contratto va registrato, l'opzione per la cedolare si comunica al conduttore e chi sceglie il regime rinuncia agli aumenti del canone. Chi affitta una seconda casa e sta valutando lavori di manutenzione può confrontare i tempi con il bonus casa 2027 e con le detrazioni disponibili per gli interventi.
Cosa cambia per chi prende in affitto
L'inquilino non paga la cedolare: l'imposta è del proprietario. Il vantaggio indiretto è che un contratto a canone concordato con un proprietario che paga meno tasse può rendere più sostenibile offrire casa a prezzi calmierati, soprattutto ai giovani under 35. Restano gli obblighi di sempre: contratto scritto e registrato, canone coerente con l'accordo territoriale, ricevute dei pagamenti conservate. Se il contratto è a canone libero non cambia nulla: l'aliquota della cedolare resta al 21% e l'inquilino non ha agevolazioni legate all'età. Prima di firmare conviene chiedere copia del contratto e verificare che il canone dichiarato corrisponda a quello effettivamente pagato, così da evitare contestazioni successive.
Cosa cambia per i professionisti
Per commercialisti, intermediari immobiliari e consulenti fiscali la novità apre una stagione di verifiche: contratti in scadenza, opzioni già esercitate, contratti concordati firmati con inquilini under 35, immobili commerciali. Servono simulazioni aggiornate e una comunicazione chiara ai clienti, evitando promesse su norme non ancora in vigore. Utile anche ricostruire il quadro documentale: copia del contratto registrato, ricevute, comunicazioni al conduttore, eventuali proroghe. In questa fase la domanda più frequente sarà probabilmente una sola: conviene restare nella cedolare secca o passare al regime ordinario? La risposta dipende da canone, altri redditi e detrazioni, e richiede un calcolo caso per caso. Nel frattempo conviene preparare un prospetto per ogni immobile, con tipo di contratto, canone, inquilino, data di registrazione e opzione esercitata.
Prima di firmare: cosa controllare
- Contratto scritto e registrato, con il canone effettivo indicato.
- Canone coerente con l'accordo territoriale del Comune.
- Opzione per la cedolare secca comunicata al conduttore.
- Simulazione aggiornata con le aliquote in vigore, non con quelle annunciate.
- Copia di contratto, ricevute e proroghe conservata in un unico posto.
Come adeguarsi senza anticipare le decisioni
La sequenza prudente è semplice. Primo: verificare che tipo di contratto è in essere e se rientra nei canoni concordati. Secondo: controllare la data di registrazione e le eventuali opzioni già esercitate. Terzo: fare una simulazione con il canone reale, senza anticipare aliquote non ancora in vigore. Quarto: tenere insieme i documenti in un unico posto, così da ritrovarli quando servono. Un organizer per documenti di casaLink affiliato aiuta a raccogliere contratti, ricevute e comunicazioni; se l'appartamento da affittare ha bisogno di manutenzione, la manutenzione della caldaia è il primo controllo da mettere in calendario prima dell'inverno. Se i documenti sono sparsi tra cassetti e caselle di posta, il rischio è di arrivare alla scadenza senza la ricevuta giusta.
Quando rivolgersi a un consulente fiscale
Un consulente fiscale serve quando il contratto è nuovo, quando si passa da canone libero a concordato, quando i proprietari sono più di uno, quando l'immobile è commerciale o quando si vuole confrontare la cedolare con l'Irpef ordinaria. Serve anche per capire quali documenti conservare e come gestire proroghe e risoluzioni. Se invece il dubbio riguarda i lavori da fare in casa prima di affittare, il punto di partenza è un professionista abilitato: la guida su come trovare professionisti per i lavori di casa spiega come chiedere preventivi confrontabili e quali documenti verificare prima di iniziare. Il consulente fiscale non sostituisce il tecnico degli impianti: per la caldaia e per gli altri controlli obbligatori serve un professionista abilitato.
Verifica editoriale
Fonti verificate
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Comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 195
Presidenza del Consiglio dei ministri
Il comunicato indica che per gli affitti a canone concordato l'aliquota della cedolare secca scende dal 10% al 5% e all'1% per i contratti con conduttori fino a 35 anni, con estensione della cedolare agli immobili commerciali.
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Cedolare secca: che cos'è
Agenzia delle Entrate
La scheda spiega che la cedolare secca è un regime facoltativo con imposta sostitutiva del 21% sul canone annuo e aliquota ridotta al 10% per i contratti a canone concordato nei comuni con carenze di disponibilità abitative.
Domande frequenti
Risposte rapide alle domande più comuni.
La cedolare secca al 5% è già in vigore?
No. La riduzione è prevista dal disegno di legge di bilancio 2027 approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026, ma il testo deve ancora essere approvato dalle Camere. Fino al 31 dicembre 2026 restano le aliquote attuali: 21% per i contratti a canone libero e 10% per i concordati nei comuni con carenze di disponibilità abitative.
Chi paga la cedolare secca, il proprietario o l'inquilino?
La paga il proprietario: è un'imposta sostitutiva sui canoni di locazione che il locatore sceglie di applicare al posto dell'Irpef, delle addizionali e delle imposte di registro e bollo. L'inquilino non versa la cedolare, ma può beneficiare indirettamente di contratti a canone concordato più diffusi e accessibili.
L'agevolazione vale anche per i contratti a canone libero?
No. La riduzione al 5% e l'aliquota all'1% per gli inquilini under 35 riguardano i contratti a canone concordato, stipulati secondo gli accordi territoriali. Per i contratti a canone libero resta l'aliquota del 21%, salvo diverse indicazioni che emergeranno dal testo definitivo della legge di bilancio.
Cosa succede se il contratto non è registrato?
La registrazione è obbligatoria e l'omissione comporta sanzioni e recupero delle imposte dovute. Prima di scegliere la cedolare secca conviene mettere in regola il contratto: un consulente fiscale può ricostruire la situazione, calcolare quanto dovuto e indicare la procedura corretta da seguire.
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