Tecnico in divisa mostra a una proprietaria un campione di infisso e una cartella di documenti in soggiorno
Illustrazione editoriale flat-vector: in un soggiorno luminoso un tecnico in divisa blu mostra a una proprietaria un campione di serramento e una cartella con grafici astratti, mentre sul tavolo sono ordinati metro, brochure e documenti dell'intervento.

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Il 13/09/2026 il governo ha confermato di studiare il ritorno di un ecobonus potenziato al 65% per gli interventi di efficientamento energetico sulle abitazioni principali. La misura, anticipata dal Sole 24 Ore e rilanciata dalle agenzie di stampa, riguarderebbe infissi, pompe di calore, condizionatori ad alta efficienza, sistemi ibridi, solare termico, schermature solari e cappotti termici, con copertura nella flessibilità di bilancio collegata alla transizione energetica. La viceministra dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica ha spiegato di lavorare a un rafforzamento delle detrazioni per l'efficientamento, con l'ipotesi di arrivare al 65%. Al momento non esiste però alcun provvedimento approvato: aliquote, lavori ammessi e coperture dovranno passare dal confronto sulla prossima legge di Bilancio. Ecco, in concreto, cosa cambierebbe rispetto alle regole in vigore e cosa conviene preparare fin da subito, senza firmare nulla sulla base di un'ipotesi.

Cosa prevede l'ipotesi allo studio

Secondo la ricostruzione ripresa dalle agenzie, l'ipotesi al vaglio del governo è riportare al 65% la detrazione per gli interventi di riqualificazione energetica sulle abitazioni principali: si tratterebbe di un premio rispetto alle aliquote ordinarie attuali, con una forbice rispetto agli altri immobili. Nelle indicazioni circolate si parla di infissi, pompe di calore, condizionatori ad alta efficienza, sistemi ibridi che uniscono caldaia e pompa di calore, solare termico, schermature solari e cappotti termici. La copertura verrebbe dai margini di flessibilità di bilancio legati alla transizione energetica e non da un nuovo tributo. Nessuna di queste condizioni è però definitiva: aliquote, requisiti, massimali di spesa e numero di anni di detrazione saranno stabiliti solo con l'approvazione delle nuove disposizioni. Fino a quel momento la misura resta un progetto.

Le regole in vigore nel 2026 e nel 2027

Le regole applicabili oggi sono quelle introdotte dalla manovra per il 2025. Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 la detrazione è del 36%, elevata al 50% quando l'intervento riguarda l'unità immobiliare adibita ad abitazione principale; per le spese del 2027, in assenza di modifiche, scende al 30% e resta al 36% per l'abitazione principale. Il limite massimo di spesa agevolabile è di 96.000 euro per unità immobiliare e il recupero avviene in dieci quote annuali di pari importo, con l'esclusione degli interventi che sostituiscono impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. L'ecobonus ordinario resta disciplinato dall'articolo 14 del decreto legge 63/2013 e per gli interventi agevolati i dati vanno trasmessi per via telematica a ENEA, che ne cura il monitoraggio.

Cosa preparare prima di decidere

Chi ha in programma un intervento di riqualificazione energetica può usare questo periodo per preparare il fascicolo dell'operazione, senza anticipare decisioni. Servono i dati catastali e la destinazione dell'immobile, la documentazione dell'impianto esistente e, quando disponibile, l'attestato di prestazione energetica: sono gli elementi che permettono a un tecnico di dire quali lavori migliorano davvero la prestazione dell'edificio. Vanno poi raccolti preventivi scritti e confrontabili, con descrizione delle caratteristiche tecniche di infissi, pompa di calore o isolamento, tempi di posa e costi separati per materiali e manodopera. Un organizer per documenti e preventiviLink affiliato Link affiliato: serve a tenere in ordine contratti, preventivi, fatture e schede tecniche, così da avere tutto a disposizione quando la norma sarà definita. È infine utile verificare la propria capienza fiscale con un consulente: la detrazione si recupera in dichiarazione e non è uno sconto immediato.

  • Dati catastali, destinazione d'uso dell'immobile e titolo con cui si possiede o si detiene la casa.
  • Preventivi scritti con caratteristiche tecniche dei materiali, tempi di posa e importi separati.
  • Documentazione dell'impianto di riscaldamento esistente e attestato di prestazione energetica, se disponibile.
  • Verifica della capienza fiscale con un consulente, perché la detrazione si recupera in più anni.
  • Copia di contratti, fatture e pagamenti tracciati di eventuali lavori già eseguiti sull'edificio.

Attenzione alle promesse di "65% garantito"

Finché la misura non è approvata, nessun operatore può garantire aliquote, percentuali o tempi di recupero. Chi propone oggi un "65% garantito" sta anticipando una decisione che spetta al Parlamento. Negli annunci commerciali compaiono anche riferimenti a sconto in fattura o cessione del credito: prima di considerarle disponibili va verificata la disciplina applicabile all'anno di spesa, perché il quadro cambia con le singole misure e non si può dare per scontato. La scelta prudente è mettere per iscritto cosa comprende il preventivo, chiedere le referenze dell'impresa e non versare acconti collegati alla promessa di un incentivo non ancora previsto dalla legge. Per i profili fiscali la verifica va fatta con un consulente o con un commercialista, non con l'impresa che esegue i lavori.

  • Ho verificato la data e la fonte delle notizie sull'incentivo, distinguendo le ipotesi dalle norme in vigore.
  • Ho chiesto almeno due o tre preventivi scritti e confrontabili per gli interventi previsti.
  • Ho raccolto dati catastali, documentazione dell'impianto e attestato di prestazione energetica.
  • Ho verificato la capienza fiscale con un consulente prima di programmare la spesa.
  • Ho previsto pagamenti tracciati e conservo contratti, fatture e schede tecniche dei materiali.

Verifica editoriale

Fonti verificate

  1. Riqualificazione energetica - Che cos'è - Agenzia delle Entrate Agenzia delle Entrate - Ministero dell'Economia e delle Finanze

    Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 la detrazione per la riqualificazione energetica è del 36%, elevata al 50% per l'abitazione principale; per il 2027 è prevista al 30% e al 36% per l'abitazione principale, con esclusione degli interventi che sostituiscono impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili.

  2. Ecobonus: interventi incentivabili e aliquote - ENEA Efficienza Energetica ENEA - Dipartimento Unità per l'Efficienza Energetica

    La sezione detrazioni fiscali di ENEA pubblica la tabella degli interventi incentivabili con l'Ecobonus e le relative aliquote di detrazione, con ultima modifica al 30 giugno 2026, e rinvia alle guide dell'Agenzia delle Entrate per gli aggiornamenti in materia fiscale.

Domande frequenti

Risposte rapide alle domande più comuni.

L'ecobonus al 65% è già in vigore nel 2026?

No. Al 14 settembre 2026 il ritorno dell'ecobonus potenziato al 65% è un'ipotesi in discussione per la prossima legge di Bilancio: non esiste un provvedimento approvato né un elenco definitivo dei lavori ammessi. Per le spese sostenute nel 2025 e nel 2026 restano valide le aliquote vigenti, pari al 36% e al 50% per l'abitazione principale.

Quali aliquote si applicano oggi agli interventi di efficientamento?

Per le spese del 2025 e del 2026 la detrazione è del 36%, che sale al 50% quando l'intervento riguarda l'abitazione principale; il limite di spesa è di 96.000 euro per unità immobiliare e il recupero avviene in dieci quote annuali. Per le spese del 2027, senza modifiche, le aliquote scendono al 30% e al 36% per l'abitazione principale.

Conviene far eseguire i lavori subito per non perdere il 65%?

No: non c'è nulla da perdere perché la misura non esiste ancora. Conviene invece usare questo periodo per raccogliere preventivi scritti e confrontabili, documentazione dell'immobile e dati tecnici, e per verificare la capienza fiscale con un consulente. Decidere e pagare sulla base di un'ipotesi espone a costi non recuperabili se le regole finali saranno diverse.

Cosa deve contenere un preventivo per essere utile?

Un preventivo utile descrive le caratteristiche tecniche dei materiali e degli apparecchi, indica le quantità, separa fornitura e posa, specifica tempi e modalità di pagamento e cita gli adempimenti previsti, come la trasmissione dei dati a ENEA per gli interventi agevolati. Confrontare voci omogenee tra più imprese permette di capire dove nasce la differenza di prezzo.

Spaccato di parete con infisso, cappotto termico e pompa di calore esterna con flussi d'aria Illustrazione editoriale flat-vector a sezione: la parete di una casa mostra un infisso in opera, i pannelli del cappotto termico e, all'esterno, una pompa di calore collegata da due tubi, con frecce stilizzate che indicano i flussi d'aria.

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