Donna che controlla un termometro digitale davanti al termosifone di un soggiorno luminoso
Illustrazione editoriale: in un soggiorno luminoso una donna controlla un piccolo termometro digitale arancione che tiene tra le mani, davanti a un termosifone bianco con valvola; sullo sfondo una finestra con luce autunnale, una pianta e dettagli di casa curata. La scena racconta il primo gesto della guida: misurare la temperatura degli ambienti.
In questa guida
Sintesi operativa

In breve

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Il comfort non è un solo numero

Capire il problema

Il comfort di casa non dipende solo dal numero sul termostato. La temperatura che percepiamo è influenzata da umidità, correnti d'aria, temperatura delle pareti e abitudini: per questo lo stesso valore può risultare piacevole in una stanza e freddo in un'altra. Esiste però un riferimento preciso. Per legge la media delle temperature degli ambienti riscaldati non deve superare i 20 °C, con 2 °C di tolleranza; il limite scende a 18 °C, sempre con 2 °C di tolleranza, per gli edifici industriali e artigianali.

Nel concreto, il decalogo ENEA sul riscaldamento ricorda che 19 gradi sono più che sufficienti per il comfort e che ogni grado in meno fa risparmiare dal 5 al 10 per cento sui consumi. Conta anche il calendario: il riscaldamento non può restare acceso sempre, perché periodi e orari di esercizio dipendono dalla zona climatica e dal periodo dell'anno. Prima di cambiare impostazioni, quindi, vale la pena capire quanto scalda davvero la casa: si misura, non si intuisce.

  • Chiudi porte e finestre almeno un'ora prima di misurare, così la stanza raggiunge il suo equilibrio.
  • Allontana il termometro da termosifoni, stufe, cucina e finestre: il punto di misura falsa il risultato.
  • Posiziona lo strumento a circa un metro e mezzo da terra, in un punto stabile della stanza.
  • Ripeti la misura in momenti diversi della giornata e annota i valori in una tabella semplice.
Termometro digitale appoggiato sul davanzale di una finestra, con pianta e coperta piegata accanto Illustrazione editoriale ravvicinata: un piccolo termometro digitale arancione è appoggiato sul davanzale di una finestra luminosa; accanto una pianta in vaso e una coperta piegata, mentre il termosifone con valvola resta sullo sfondo. La scena mostra il punto di misura: un piano stabile, dentro una stanza chiusa e in ordine.
Misura e regola

Azioni prudenti

Misurare è semplice e non richiede attrezzi costosi: un termometro con igrometro da internoLink affiliato basta per capire cosa succede stanza per stanza. Posizionalo a circa un metro e mezzo da terra, lontano da termosifoni, finestre e correnti d'aria, e lascia la stanza chiusa per almeno un'ora prima di leggere il valore. Ripeti la misura nella stessa posizione in momenti diversi della giornata: mattina, pomeriggio e sera.

L'obiettivo non è un numero perfetto, ma il confronto: zona giorno, camere e bagno dovrebbero stare nella stessa fascia, e differenze stabili di due o tre gradi indicano dove l'impianto fatica. Le regole tecniche degli impianti definiscono la temperatura dell'aria come quella misurata secondo le modalità prescritte dalla norma tecnica UNI 5364: non un valore «a sensazione», ma una misura fatta con criterio. Con le valvole termostatiche puoi poi regolare ogni stanza senza toccare la caldaia.

Come procedere

  1. Scegli lo strumento giusto — Un termometro digitale da interno è sufficiente; se vuoi valutare il comfort completo, scegli un modello con igrometro e leggi le due grandezze insieme.
  2. Misura stanza per stanza — Controlla zona giorno, camere e bagno sempre nello stesso punto e alla stessa altezza, con porte e finestre chiuse da almeno un'ora.
  3. Confronta i valori — Annota temperatura e, se ce l'hai, umidità: se una stanza resta stabilmente due o tre gradi sotto le altre, il problema è localizzato lì.
  4. Intervieni sulle manovre semplici — Apri le valvole, sfoga l'aria dai termosifoni e libera i radiatori da coperture; se il problema resta, fermati e chiama un tecnico.
I segnali da non ignorare

Quando chiamare un professionista

Alcuni segnali meritano un professionista, senza tentare altro. Se dopo aver sfogato l'aria e liberato le valvole un ambiente resta sotto i 17-18 gradi mentre gli altri sono nella norma; se un termosifone resta freddo in basso o si scalda solo a metà; se la caldaia va in blocco o perde pressione più volte; se senti gorgoglii o rumori insoliti o noti perdite vicino ai raccordi: fermati e chiama un tecnico abilitato.

Questi sintomi parlano di squilibri, sedimenti o componenti che vanno verificati con strumenti dedicati. Descrivi con calma cosa hai osservato — quale stanza resta fredda, i valori misurati, come si comporta la caldaia — e non provare a intervenire su regolazioni interne, scarichi o bruciatore: sono operazioni riservate a chi è qualificato, e un intervento improvvisato può compromettere la sicurezza dell'impianto.

Il fai da te sicuro

Quando e Come risolvere autonomamente

Le manovre davvero alla portata di tutti sono poche e sicure. Sfogare l'aria dai radiatori con la chiavetta dedicata, a impianto tiepido, chiudendo appena esce acqua continua; aprire e regolare le valvole termostatiche un po' alla volta, stanza per stanza; liberare i termosifoni da coperture, tende e mobili perché il calore circoli. Nei giorni più freddi chiudi le tende pesanti la sera per limitare la dispersione dalla finestra e arieggia in modo breve e intenso, senza lasciare le finestre socchiuse per ore.

Fermati qui: oltre queste manovre ogni intervento su caldaia, pressione e impianto va lasciato a un tecnico abilitato. Annotare le misure giorno per giorno, però, aiuta sempre: al professionista servono dati concreti, e tu saprai dire con precisione cosa non funziona e da quando.

  • Tenere tutte le valvole chiuse nelle stanze che non si usano: raffredda il resto della casa e non fa risparmiare come si spera.
  • Coprire i termosifoni con tende, panni o mobili: il calore resta intrappolato e la stanza si scalda peggio.
  • Arieggiare a lungo con i radiatori accesi: si disperde il calore accumulato senza ricambiare davvero l'aria.
  • Impostare temperature molto basse per giorni interi: il comfort peggiora e l'impianto fatica a recuperare.

Verifica editoriale

Fonti verificate

  1. Riscaldamento: 10 consigli per risparmiare e rispettare l'ambiente ENEA

    Il decalogo ENEA ricorda che la normativa prevede una temperatura di 20 gradi più 2 di tolleranza, ma che 19 gradi sono più che sufficienti per il comfort; ogni grado in meno fa risparmiare dal 5 al 10 per cento sui consumi di combustibile.

  2. DPR 16 aprile 2013, n. 74 — Art. 3: valori massimi della temperatura ambiente Normattiva — Presidenza del Consiglio dei Ministri

    Il testo vigente fissa i valori massimi della temperatura ambiente: durante il funzionamento dell'impianto di riscaldamento la media ponderata non deve superare 18 °C più 2 °C di tolleranza per gli edifici industriali e artigianali e 20 °C più 2 °C di tolleranza per tutti gli altri edifici.

  3. DPR 26 agosto 1993, n. 412 — Regolamento impianti termici (definizioni) Normattiva — Presidenza del Consiglio dei Ministri

    Il regolamento definisce la temperatura dell'aria in un ambiente come la temperatura misurata secondo le modalità prescritte dalla norma tecnica UNI 5364: il riferimento che spiega perché metodo e posizione della misura contano.

Domande frequenti

Risposte rapide alle domande più comuni.

Qual è la temperatura ideale in casa d'inverno?

La fascia di riferimento per il comfort è tra 18 e 20 gradi. Per legge la media delle temperature degli ambienti riscaldati non deve superare i 20 °C, con 2 °C di tolleranza, e il decalogo ENEA ricorda che 19 gradi sono più che sufficienti: oltre questa soglia salgono i consumi senza un vero guadagno di benessere.

Quanto si risparmia abbassando di un grado il riscaldamento?

Secondo ENEA ogni grado in meno può ridurre i consumi di combustibile dal 5 al 10 per cento. Il risparmio si ottiene regolando con costanza: scaldi solo quando la casa è vissuta, regoli le valvole stanza per stanza e non copri i radiatori, così la temperatura resta stabile senza sprechi.

Come si misura la temperatura di una stanza?

Con un termometro digitale posizionato a circa un metro e mezzo da terra, lontano da termosifoni, finestre e correnti d'aria, dopo aver chiuso porte e finestre per almeno un'ora. Ripeti la misura in momenti diversi della giornata, sempre nello stesso punto: solo così capisci se il valore è stabile e in quali stanze l'impianto fatica.

Perché una stanza resta fredda anche con i termosifoni accesi?

Le cause più comuni sono aria nell'impianto, valvole chiuse o un termosifone coperto da tende e arredi. Sfoga l'aria, libera le valvole e togli le coperture; se la stanza resta fredda mentre le altre sono nella norma, l'impianto va equilibrato da un professionista.

Prossimi passi

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