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Temperatura ideale in casa: quanto scaldare e come misurarla
La temperatura di riferimento in casa sta tra 18 e 20 gradi: per legge la media degli ambienti non deve superare i 20 °C con 2 °C di tolleranza. Si misura con un termometro digitale, stanza per stanza, lontano da fonti di calore; se un ambiente resta freddo, prima le manovre semplici, poi il tecnico.
Scritto da Redazione TrovaPro · Pubblicato il · 8 min di lettura
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Capire il problema
Il comfort di casa non dipende solo dal numero sul termostato. La temperatura che percepiamo è influenzata da umidità, correnti d'aria, temperatura delle pareti e abitudini: per questo lo stesso valore può risultare piacevole in una stanza e freddo in un'altra. Esiste però un riferimento preciso. Per legge la media delle temperature degli ambienti riscaldati non deve superare i 20 °C, con 2 °C di tolleranza; il limite scende a 18 °C, sempre con 2 °C di tolleranza, per gli edifici industriali e artigianali.
Nel concreto, il decalogo ENEA sul riscaldamento ricorda che 19 gradi sono più che sufficienti per il comfort e che ogni grado in meno fa risparmiare dal 5 al 10 per cento sui consumi. Conta anche il calendario: il riscaldamento non può restare acceso sempre, perché periodi e orari di esercizio dipendono dalla zona climatica e dal periodo dell'anno. Prima di cambiare impostazioni, quindi, vale la pena capire quanto scalda davvero la casa: si misura, non si intuisce.
- Chiudi porte e finestre almeno un'ora prima di misurare, così la stanza raggiunge il suo equilibrio.
- Allontana il termometro da termosifoni, stufe, cucina e finestre: il punto di misura falsa il risultato.
- Posiziona lo strumento a circa un metro e mezzo da terra, in un punto stabile della stanza.
- Ripeti la misura in momenti diversi della giornata e annota i valori in una tabella semplice.
Azioni prudenti
Misurare è semplice e non richiede attrezzi costosi: un termometro con igrometro da internoLink affiliato basta per capire cosa succede stanza per stanza. Posizionalo a circa un metro e mezzo da terra, lontano da termosifoni, finestre e correnti d'aria, e lascia la stanza chiusa per almeno un'ora prima di leggere il valore. Ripeti la misura nella stessa posizione in momenti diversi della giornata: mattina, pomeriggio e sera.
L'obiettivo non è un numero perfetto, ma il confronto: zona giorno, camere e bagno dovrebbero stare nella stessa fascia, e differenze stabili di due o tre gradi indicano dove l'impianto fatica. Le regole tecniche degli impianti definiscono la temperatura dell'aria come quella misurata secondo le modalità prescritte dalla norma tecnica UNI 5364: non un valore «a sensazione», ma una misura fatta con criterio. Con le valvole termostatiche puoi poi regolare ogni stanza senza toccare la caldaia.
Come procedere
- Scegli lo strumento giusto — Un termometro digitale da interno è sufficiente; se vuoi valutare il comfort completo, scegli un modello con igrometro e leggi le due grandezze insieme.
- Misura stanza per stanza — Controlla zona giorno, camere e bagno sempre nello stesso punto e alla stessa altezza, con porte e finestre chiuse da almeno un'ora.
- Confronta i valori — Annota temperatura e, se ce l'hai, umidità: se una stanza resta stabilmente due o tre gradi sotto le altre, il problema è localizzato lì.
- Intervieni sulle manovre semplici — Apri le valvole, sfoga l'aria dai termosifoni e libera i radiatori da coperture; se il problema resta, fermati e chiama un tecnico.
Quando chiamare un professionista
Alcuni segnali meritano un professionista, senza tentare altro. Se dopo aver sfogato l'aria e liberato le valvole un ambiente resta sotto i 17-18 gradi mentre gli altri sono nella norma; se un termosifone resta freddo in basso o si scalda solo a metà; se la caldaia va in blocco o perde pressione più volte; se senti gorgoglii o rumori insoliti o noti perdite vicino ai raccordi: fermati e chiama un tecnico abilitato.
Questi sintomi parlano di squilibri, sedimenti o componenti che vanno verificati con strumenti dedicati. Descrivi con calma cosa hai osservato — quale stanza resta fredda, i valori misurati, come si comporta la caldaia — e non provare a intervenire su regolazioni interne, scarichi o bruciatore: sono operazioni riservate a chi è qualificato, e un intervento improvvisato può compromettere la sicurezza dell'impianto.
Quando e Come risolvere autonomamente
Le manovre davvero alla portata di tutti sono poche e sicure. Sfogare l'aria dai radiatori con la chiavetta dedicata, a impianto tiepido, chiudendo appena esce acqua continua; aprire e regolare le valvole termostatiche un po' alla volta, stanza per stanza; liberare i termosifoni da coperture, tende e mobili perché il calore circoli. Nei giorni più freddi chiudi le tende pesanti la sera per limitare la dispersione dalla finestra e arieggia in modo breve e intenso, senza lasciare le finestre socchiuse per ore.
Fermati qui: oltre queste manovre ogni intervento su caldaia, pressione e impianto va lasciato a un tecnico abilitato. Annotare le misure giorno per giorno, però, aiuta sempre: al professionista servono dati concreti, e tu saprai dire con precisione cosa non funziona e da quando.
- Tenere tutte le valvole chiuse nelle stanze che non si usano: raffredda il resto della casa e non fa risparmiare come si spera.
- Coprire i termosifoni con tende, panni o mobili: il calore resta intrappolato e la stanza si scalda peggio.
- Arieggiare a lungo con i radiatori accesi: si disperde il calore accumulato senza ricambiare davvero l'aria.
- Impostare temperature molto basse per giorni interi: il comfort peggiora e l'impianto fatica a recuperare.
Domande frequenti
Risposte rapide alle domande più comuni.
Qual è la temperatura ideale in casa d'inverno?
La fascia di riferimento per il comfort è tra 18 e 20 gradi. Per legge la media delle temperature degli ambienti riscaldati non deve superare i 20 °C, con 2 °C di tolleranza, e il decalogo ENEA ricorda che 19 gradi sono più che sufficienti: oltre questa soglia salgono i consumi senza un vero guadagno di benessere.
Quanto si risparmia abbassando di un grado il riscaldamento?
Secondo ENEA ogni grado in meno può ridurre i consumi di combustibile dal 5 al 10 per cento. Il risparmio si ottiene regolando con costanza: scaldi solo quando la casa è vissuta, regoli le valvole stanza per stanza e non copri i radiatori, così la temperatura resta stabile senza sprechi.
Come si misura la temperatura di una stanza?
Con un termometro digitale posizionato a circa un metro e mezzo da terra, lontano da termosifoni, finestre e correnti d'aria, dopo aver chiuso porte e finestre per almeno un'ora. Ripeti la misura in momenti diversi della giornata, sempre nello stesso punto: solo così capisci se il valore è stabile e in quali stanze l'impianto fatica.
Perché una stanza resta fredda anche con i termosifoni accesi?
Le cause più comuni sono aria nell'impianto, valvole chiuse o un termosifone coperto da tende e arredi. Sfoga l'aria, libera le valvole e togli le coperture; se la stanza resta fredda mentre le altre sono nella norma, l'impianto va equilibrato da un professionista.
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