Riscaldamento e regole
Accensione riscaldamento 2026: date, zone e controlli
Aggiornamento del 13/10/2026: dal 15 ottobre via libera alle accensioni in zona E, mentre le altre zone seguono il calendario nazionale e i Comuni possono adattare periodo e orari. Prima di accendere conviene controllare documenti, impianto e termosifoni, con spurgo e manutenzione spiegati nelle guide dedicate.
Scritto da Redazione TrovaPro · Pubblicato il · Revisionato il · 7 min di lettura
Aggiornamento del 13/10/2026: la stagione termica 2026/2027 entra nel vivo. La stima diffusa da ENEA a settembre sui risparmi possibili nel residenziale resta un riferimento per i consumi attesi, ma per le famiglie non cambia date e zone. Per la zona E il via libera ordinario alle accensioni scatta giovedì 15 ottobre, mentre le altre zone seguono il calendario nazionale; i Comuni possono adattare periodo, orari e temperature con proprie ordinanze, e diverse città hanno già pubblicato o stanno per pubblicare le disposizioni per la stagione in corso. Prima di riaccendere l'impianto conviene arrivarci preparati: verifica documenti e manutenzione, prova per tempo i comandi ordinari e non rimandare lo spurgo dei termosifoni, spiegato passo passo nella guida sullo spurgo dei termosifoni. Approfitta degli ultimi giorni per sistemare anche la manutenzione della caldaia se non è documentata, così da evitare le corse dell'ultimo minuto quando le imprese sono più occupate.
Prossimi passi
Preferisci affidarti a un professionista?
Descrivi ciò che hai già osservato e ricevi risposte da professionisti pertinenti nella tua zona.
Le date dell'accensione riscaldamento 2026 dipendono dalla zona climatica assegnata al Comune, non dalla Regione presa nel suo insieme. La tabella nazionale stabilisce finestre e ore massime; ordinanze locali possono modificarle in presenza di condizioni climatiche o ambientali. Al 13 ottobre molte disposizioni comunali per la stagione 2026/2027 sono già pubblicate o in arrivo: una pagina dell'anno precedente non basta, perché il riferimento va cercato sul sito ufficiale del Comune e deve indicare la stagione in corso. Nei condomìni con impianto centralizzato l'amministratore gestisce calendario e fasce, mentre negli impianti autonomi ogni famiglia decide entro i limiti previsti. Ricorda infine che i limiti di zona non obbligano ad accendere: indicano quando è possibile farlo, con quante ore massime al giorno e con quali temperature, secondo le regole nazionali e locali.
| Zona | Periodo ordinario nazionale | Massimo giornaliero |
|---|---|---|
| A | 1 dicembre - 15 marzo | 6 ore |
| B | 1 dicembre - 31 marzo | 8 ore |
| C | 15 novembre - 31 marzo | 10 ore |
| D | 1 novembre - 15 aprile | 12 ore |
| E | 15 ottobre - 15 aprile | 14 ore |
| F | Nessun limite nazionale di periodo | Nessun limite nazionale |
Questi sono limiti massimi del quadro nazionale, non un obbligo di tenere acceso l'impianto per tutte le ore consentite. Per conoscere la tua regola effettiva cerca sul sito ufficiale del Comune le parole “stagione termica 2026/2027” o “ordinanza riscaldamento”, controllando la data di pubblicazione e il territorio di riferimento: le ordinanze del passato non valgono automaticamente per quest'anno. In un condominio chiedi all'amministratore il calendario e le fasce dell'impianto centralizzato, e ricorda che le assemblee d'autunno sono il momento in cui si approvano anche gli eventuali adeguamenti a valvole e contabilizzazione. Se invece gestisci un impianto autonomo, imposta il cronotermostato in modo da concentrare il calore nelle ore in cui la casa è vissuta: si riducono gli sprechi senza rinunciare al comfort.
Cosa controllare prima del primo avvio
Non aspettare la sera più fredda per scoprire che qualcosa non funziona. Recupera l'ultimo rapporto di manutenzione e verifica che sia registrato sul libretto di impianto; prova per tempo solo i comandi ordinari previsti dal manuale, come l'accensione e la regolazione del termostato; controlla che termostati, valvole e radiatori siano liberi da tende, mobili e coperture che ostacolano il calore. Se l'impianto segnala errori, perdite, odori o rumori insoliti, non moltiplicare reset e rabbocchi: prepara modello, codice visibile e fotografie per il tecnico, così l'intervento parte già orientato. Un termometro e igrometro per ambienteLink affiliato può aiutare a osservare comfort e umidità stanza per stanza, senza intervenire sull'impianto: non è uno strumento certificato e non stabilisce da solo conformità, guasti o temperatura dell'impianto.
Autonomo, centralizzato e accensioni fuori periodo
La presenza di una caldaia autonoma non elimina i limiti di zona: cambia chi gestisce l'impianto, non le regole. Negli impianti centralizzati il responsabile o l'amministratore gestisce esercizio e programmazione, mentre valvole e contabilizzazione regolano la singola unità quando presenti; negli impianti autonomi il riferimento resta il calendario della zona climatica del Comune. Fuori dal periodo ordinario il DPR 74/2013 ammette l'attivazione in condizioni climatiche che la giustifichino, con durata giornaliera non superiore alla metà del limite ordinario, salvo disposizioni delle autorità. Le regole nazionali prevedono inoltre limiti di temperatura ambiente e deroghe per edifici o impianti particolari, come ospedali, scuole e strutture con esigenze specifiche. Poiché i Comuni possono intervenire su periodo e orari, evita di trasformare una data nazionale in un via libera uniforme per tutta Italia: la verifica locale resta sempre necessaria.
Quando chiedere assistenza
Chiedi una verifica prima dell'avvio se la manutenzione prevista non è documentata, se l'impianto è rimasto fermo dopo lavori, se più radiatori non scaldano o se compaiono perdita, codice di blocco, pressione instabile, odore di gas o allarme del monossido. Per una richiesta utile indica Comune, tipo di impianto (autonomo o centralizzato), generatore, ultimo controllo registrato e anomalia osservata: sono le informazioni che ogni tecnico chiede per primo. Se il problema riguarda consumi e costi, l'articolo sugli aumenti delle bollette del riscaldamento riassume cosa sta cambiando. E ricorda: se senti odore di gas, apri le finestre, non azionare interruttori e chiama subito il 115; in caso di sintomi come mal di testa o nausea con apparecchi a combustione accesi, allontanati e contatta i soccorsi.
Verifica editoriale
Fonti verificate
-
Energia: gas, ENEA stima risparmi fino a 1,2 miliardi di metri cubi per il prossimo inverno
ENEA - Dipartimento Unità per l'Efficienza Energetica
L'11 settembre 2026 ENEA ha pubblicato una stima dei possibili risparmi di gas per l'inverno nel residenziale e nel terziario.
-
DPR 16 aprile 2013, n. 74
Gazzetta Ufficiale
Disciplina limiti di esercizio, temperature, deroghe e manutenzione degli impianti termici.
-
DPR 26 agosto 1993, n. 412
Gazzetta Ufficiale
Definisce le zone climatiche comunali usate per il calendario degli impianti.
-
Impianti termici: guida per esercizio, manutenzione e controllo di efficienza
Ministero delle Imprese e del Made in Italy
La guida nazionale chiarisce gli adempimenti di manutenzione e controllo di efficienza degli impianti termici e le relative tempistiche, utili per programmare l'avvio della stagione con gli interventi necessari.
Domande frequenti
Risposte rapide alle domande più comuni.
Quando si accende il riscaldamento nel 2026?
Dipende dalla zona climatica del Comune: la E parte ordinariamente il 15 ottobre, la D il 1° novembre, la C il 15 novembre, A e B il 1° dicembre; la F non ha limiti nazionali di periodo.
Il Comune può cambiare la data?
Sì. Verifica sempre ordinanze e comunicazioni ufficiali 2026/2027 del tuo Comune, perché possono adattare periodo, ore o temperature.
Posso accendere prima se fa freddo?
Il quadro nazionale consente fuori periodo un uso motivato dalle condizioni climatiche e limitato a metà delle ore ordinarie, salvo disposizioni locali. Controlla prima Comune e responsabile dell'impianto.
Le regole valgono anche per la caldaia autonoma?
Sì, salvo deroghe specifiche previste dalla disciplina. Essere autonomi non rende irrilevante la zona climatica.
Prossimi passi
Fai verificare l'impianto termico
Indica Comune, tipo di impianto, ultimo controllo ed eventuali anomalie per ricevere risposte pertinenti.