Donna che regola la valvola termostatica del termosifone nel soggiorno di casa
Illustrazione editoriale di un soggiorno luminoso con termosifone sotto la finestra: una persona adulta regola la valvola termostatica, gesto quotidiano utile per verificare il funzionamento del riscaldamento prima di chiamare un tecnico.

Il 3 novembre 2026 (03/11/2026) l'Arera ha comunicato il valore della materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità per ottobre 2026: 88,36 euro per megawattora, con una spesa dell'utente tipo in aumento del 9,1% rispetto al mese precedente. Nel Servizio di tutela della vulnerabilità restano circa 2,3 milioni di clienti domestici. È un dato che riguarda soprattutto chi ha compiuto 75 anni, chi riceve il bonus sociale, le persone con disabilità e le utenze ospitate in strutture abitative di emergenza dopo eventi calamitosi. La notizia non cambia le regole del contratto, ma spiega perché la stessa bolletta può aumentare senza che il consumo cambi: la parte di prezzo legata all'approvvigionamento si muove ogni mese seguendo il mercato all'ingrosso. Capire come è composta quella voce aiuta a leggere la bolletta, a distinguere un rincaro reale da un errore di lettura e a decidere se conviene restare in tutela o passare a un'offerta del mercato libero.

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Cos'è il Servizio di tutela della vulnerabilità

Il Servizio di tutela della vulnerabilità è la fornitura di gas a condizioni economiche e contrattuali stabilite dall'Autorità, riservata ai clienti domestici riconosciuti come vulnerabili. Tutti i venditori sono tenuti a offrire questo servizio a chi ne ha diritto, accanto alle proprie offerte di mercato libero. Le stesse condizioni si applicano anche ai clienti già vulnerabili che si trovano serviti dal fornitore di ultima istanza, cioè il soggetto che subentra quando il venditore non è più in grado di erogare la fornitura. Il quadro è definito dalla delibera 100/2023/R/com e dal Testo integrato delle attività di vendita al dettaglio del gas. In pratica, il cliente vulnerabile può in ogni momento scegliere un'offerta del mercato libero con qualsiasi venditore, oppure chiedere di essere fornito alle condizioni definite dall'Autorità. Non è un passaggio automatico e non dipende dal consumo: dipende dalla condizione personale o familiare.

Chi è cliente vulnerabile del gas

La condizione di vulnerabilità non si autocertifica a caso: l'Autorità elenca le situazioni che danno diritto al servizio. Basta trovarsi in una sola di queste condizioni, e il diritto resta anche se si cambia venditore. Se la situazione cambia nel tempo, per esempio perché si perde il requisito del bonus sociale, il cliente smette di essere vulnerabile e deve scegliere un'offerta di mercato libero. Per questo conviene conservare la documentazione che attesta la condizione e verificare con il proprio fornitore quale servizio è attivo sulla fornitura. Un controllo utile è anche quello della periodicità: quando la fornitura cambia intestatario, per esempio dopo una successione o un trasloco, il fornitore può non essere aggiornato e il servizio non viene applicato pur essendoci il diritto. In quel caso si chiede la rettifica per iscritto, allegando i documenti, e si conserva il numero di pratica: è la prova che serve se la situazione non viene sistemata nella fattura successiva.

  • Aver compiuto 75 anni di età.
  • Avere diritto al bonus sociale per disagio economico, in base al livello ISEE.
  • Essere persona con disabilità ai sensi dell'articolo 3 della legge 104/92.
  • Avere un'utenza ospitata in una struttura abitativa di emergenza dopo eventi calamitosi.
Dettaglio delle mani che ruotano la valvola termostatica di un termosifone Primo piano delle mani su una valvola termostatica di un termosifone bianco: mostra il punto da controllare quando un radiatore resta freddo o non risponde alla regolazione.

Come si legge il prezzo sulla bolletta

La voce che cambia ogni mese si chiama CMEM,m: copre i costi di approvvigionamento del gas e si applica soltanto ai clienti nel Servizio di tutela della vulnerabilità. L'Arera la calcola come media mensile del prezzo sul mercato all'ingrosso e la pubblica entro i primi due giorni lavorativi del mese successivo a quello di riferimento. Per ottobre 2026 il valore è di 88,36 euro per megawattora, riferito a forniture con potere calorifico superiore di riferimento pari a 0,038520 gigajoule per metro cubo standard. Accanto a questa voce, in bolletta compaiono le tariffe di distribuzione e misura, gli oneri generali di sistema e le imposte: sono voci regolate, uguali per tutti i clienti domestici con lo stesso tipo di fornitura. Per questo, quando arriva un aumento, conviene guardare prima quale voce è cresciuta: se cresce solo la materia prima, il rincaro dipende dal mercato; se cambiano le altre voci, invece, il motivo è diverso e va chiesto al fornitore o allo sportello per il consumatore.

Come verificare i propri dati e la propria fornitura

Prima di qualsiasi confronto servono tre informazioni: il codice identificativo della fornitura, la lettura effettiva del contatore e la classe di consumo annuo. La lettura è il punto più delicato, perché una stima sbagliata produce conguagli anche molto diversi dal consumo reale. Se il contatore è accessibile, conviene annotare il valore a inizio e fine mese e confrontarlo con quello indicato in bolletta. Se la lettura non torna, si può chiedere la rettifica al fornitore e, se la risposta non arriva nei tempi previsti, rivolgersi allo Sportello per il consumatore. Anche la verifica del contratto è utile: sul sito del venditore devono essere disponibili le condizioni economiche in vigore, con la data di decorrenza. Se il documento non c'è o è diverso da quello ricevuto, va conservata copia e segnalata la difformità.

Cinque controlli che abbassano i consumi

Il prezzo della materia prima non si governa, il consumo sì. Prima di accendere il riscaldamento conviene sfiatare i termosifoni, verificare la pressione della caldaia e controllare che le valvole termostatiche ruotino senza sforzo. Durante la stagione, abbassare di un grado la temperatura impostata riduce i consumi in modo misurabile, e mantenere la casa tra i 19 e i 20 gradi è sufficiente per il comfort. Chiudere le tapparelle di notte e non coprire i termosifoni con tende o mobili migliora la resa dell'impianto senza costi. Infine, far verificare la caldaia secondo le scadenze previste è obbligatorio e incide sull'efficienza reale: un generatore sporco consuma più gas per produrre lo stesso calore. Se il consumo cresce senza che cambi l'uso della casa, il problema è quasi sempre nell'impianto o nella regolazione.

Misurare la temperatura reale delle stanze

Il termostato della caldaia indica la temperatura dell'acqua, non quella dell'aria. Per capire se la casa è davvero a 19 gradi serve uno strumento semplice da collocare lontano da fonti di calore, finestre e raggi diretti: un termometro digitale per ambientiLink affiliato permette di leggere il valore e di confrontarlo con i limiti di legge, che per il riscaldamento prevedono una media di 20 gradi con una tolleranza di 2 gradi. Prendere nota delle letture in due o tre stanze aiuta anche il tecnico: se una stanza resta fredda mentre le altre sono calde, il problema è nella distribuzione o nella valvola, non nella caldaia. È un controllo di pochi minuti che evita sia gli sprechi sia gli interventi inutili, e che rende più semplice spiegare al professionista cosa succede prima che arrivi.

Quando chiamare un professionista

Ci sono situazioni in cui aspettare non conviene. Se si sente odore di gas, bisogna chiudere il rubinetto generale, arieggiare e chiamare subito il pronto intervento del distributore, senza accendere interruttori. Se la caldaia va in blocco più volte, se la fiamma è instabile o se compare una macchia di umidità attorno allo scarico fumi, serve un tecnico abilitato: sono segnali che possono riguardare la combustione e la sicurezza. Anche un termosifone che resta freddo in alto dopo lo spurgo, o una valvola che perde, richiede un intervento: stringere da soli un raccordo può peggiorare la perdita e danneggiare le guarnizioni. In condominio, le parti comuni vanno segnalate all'amministratore, che attiva la manutenzione dell'impianto centralizzato secondo le scadenze previste dalla legge.

Domande frequenti

Risposte rapide alle domande più comuni.

Il Servizio di tutela della vulnerabilità è automatico per chi ha 75 anni?

No. La condizione di vulnerabilità dà diritto al servizio, ma il cliente deve risultare correttamente registrato presso il fornitore. Se il requisito non è stato riconosciuto, conviene contattare il venditore e presentare la documentazione che attesta la condizione, chiedendo l'applicazione delle condizioni definite dall'Autorità dalla prima fattura utile.

Perché la bolletta aumenta anche se il consumo è lo stesso?

La voce che copre i costi di approvvigionamento del gas viene aggiornata ogni mese sulla base della media dei prezzi all'ingrosso del mese precedente. Se il consumo non cambia ma il prezzo della materia prima sale, la bolletta aumenta. Per capire quanto pesa il rincaro conviene confrontare il dettaglio delle voci tra due fatture.

Posso passare al mercato libero se sono vulnerabile?

Sì, il cliente vulnerabile può in ogni momento scegliere un'offerta del mercato libero con qualunque venditore. Prima di firmare conviene confrontare la spesa annua completa, non solo il prezzo della materia prima, e verificare durata, condizioni di rinnovo e costi di uscita indicati nelle condizioni economiche.

Chi paga la manutenzione della caldaia e ogni quanto va fatta?

La manutenzione è a carico del proprietario o di chi ha la disponibilità dell'impianto, secondo le scadenze stabilite dalla normativa e dal libretto di impianto. Il rapporto di controllo va conservato: serve in caso di verifica e viene richiesto anche per la validità dell'attestato di prestazione energetica.

Verifica editoriale

Fonti verificate

  1. Gas: Arera comunica il valore della materia prima del Servizio di tutela della vulnerabilità per ottobre 2026 ARERA - Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente

    Il comunicato del 3 novembre 2026 indica il valore CMEM,m di ottobre 2026 pari a 88,36 euro/MWh, l'aumento del 9,1% della spesa dell'utente tipo e i circa 2,3 milioni di clienti nel Servizio di tutela della vulnerabilità.

  2. Chi sono i clienti vulnerabili del gas naturale ARERA - Atlante per il consumatore

    La pagina elenca le condizioni che rendono vulnerabile un cliente domestico del gas: 75 anni compiuti, diritto al bonus sociale per livello ISEE, disabilità ai sensi dell'articolo 3 della legge 104/92, utenza in struttura abitativa di emergenza dopo eventi calamitosi.

  3. Energia: riscaldamenti, da ENEA quattro linee guida per l'inverno ENEA - Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile

    Il comunicato ENEA indica 19 gradi come temperatura sufficiente per il comfort, collega la riduzione di un grado a un risparmio misurabile sui consumi e ricorda l'obbligo di manutenzione periodica dell'impianto.

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